E tu, condividi quello che non condividi?

22 settembre

Qui in @iosa Web Agency stiamo per iniziare un ciclo di 130 mini-lezioni nelle biblioteche di Pistoia e provincia e tra i vari moduli previsti parliamo di “Privacy, Netiquette e Web Reputation”.

Paroloni (siamo d’accordo) che vogliono dire sostanzialmente “uso consapevole della rete”.

Voglio esprimere un mio parere personale in merito alla vicenda di un video che circola in rete in questi giorni in cui viene messa sotto torchio e “bullizzata dal web” una dirigente d’azienda a causa del “goffo” video aziendale finito su internet e in particolare sui social.

Il popolo del web si divide come spesso accade tra chi “ridicolizza” e chi “difende” questa persona e questo è comprensibile... chi per farsi una risata, chi per esprimere la propria idea finisce per parlare di questo fenomeno e alimenta la viralità della notizia.

Io sono per la libertà di espressione e non critico assolutamente nessuna delle due parti ma in questo articolo vorrei darvi qualche informazione in più su come funzionano i social, i blog, le testate giornalistiche (anche le più rinomate) per un uso consapevole degli strumenti che utilizzate tutti i giorni.

Social network

 

i Social Network:

Forse non tutti sanno che ogni azione fatta sui social crea risonanza verso il proprio bacino di “amici” quindi se un video vi indigna e mettete un “mi piace”, una “faccina arrabbiata” o “un commento” per dire che siete assolutamente contrari a quel contenuto, di fatto lo state in realtà promuovendo e fate sì che la notizia acquisti maggiore importanza.

La vostra indignazione crea visibilità a quel post (immagine, video o quel che è) e aumenterete la possibilità di trovare persone che invece appoggiano quell’idea.

Quindi come comportarsi? Beh, vi dico come la vedo io...

1) Esempio pratico (ok commentare):
Contenuto: Vedo un video in cui si denuncia lo sfruttamento di animali.
Voglio che questo video circoli in rete? Sì, certo! Voglio che anche altri conoscano questa assurda realtà.
Azione: Metto un “mi piace”, metto un commento, condivido (va bene tutto)
Effetto: Alimento l’azione mediatica e contribuisco a rendere virale il video.

2) Esempio pratico (meglio ignorare la notizia):
Contenuto: Vedo un video in cui si 2 ragazzi prendono in giro una coetanea cicciottella.
Voglio che questo video circoli in rete? No! Non voglio che la notizia continui a circolare o questa povera ragazza finirà sulla bacheca di mezzo mondo.
Azione: Non faccio niente. Se la notizia viene condivisa da un amico posso al massimo chiedere privatamente di rimuovere il video. Ne parlo “offline” o scrivo un commento sul sito che ne parla.
Effetto: Evito di essere un veicolo per la notizia e diminuisco la sua potenza virale.


i Blog:

Se la notizia arriva da un blog per prima cosa dovremmo chiederci se questa fonte è affidabile. Chi è l’autore? Lo conosco? E’ un blog autorevole?
Se non ne sono sicuro è bene prendere la cosa con la giusta cautela ed informarsi meglio prima di commentare e condividere.
Potrebbe essere una bufala e potrei rischiare di imbestialirmi per niente.
Come sopra potrei diventare io il veicolo virale dell’informazione (peggio se assurda o sbagliata) e fomentare una spirale d’odio inutile e controproducente. 

Inoltre se la notizia arriva da una condivisione Facebook sappiate che forse il titolo è fatto ad-hoc per invogliarvi a leggere questo articolo di dubbia rilevanza al solo scopo di portarvi sul loro sito. Si chiamano post acchiappaclick (sì, un po’ come acchiappa citrulli).
E perché prendersi tanto disturbo? Semplicemente per mostrarvi un po’ di pubblicità... voi magari nemmeno le noterete ma intanto l’autore guadagna qualcosa grazie al fatto che voi siete stati lì.

Non vi sentite un po’ presi per i fondelli?

 

le Testate Giornalistiche:

A differenza dei blog l’autorevolezza delle notizie in generale è molto maggiore (o almeno dovrebbe) ma vale lo stesso discorso visto sopra per quanto riguarda la pubblicità.
La vostra visita al sito crea impressioni pubblicitarie e loro guadagnano dalla vostra visita. 

E’ per questo che notizie inutili sui “gattini” o sul video virale del momento sono oggetto di interesse anche dalle testate giornalistiche più serie che farebbero meglio a trattare argomenti più nobili.
E il vil denaro vince, la vostra curiosità è la loro fonte di guadagno.

 

Concludendo

Il nostro interesse e divertimento alimentano ogni giorno migliaia di siti web grazie al sistema delle pubblicità… ma se fino a qui possiamo accettarlo senza grossi problemi (non viviamo in un mondo perfetto ma per ora è l’unico che abbiamo) stiamo almeno attenti a non essere “usati” anche per diffondere odio gratuito.

Poi fate voi… una volta consapevoli, liberi tutti.

Daniele